Stamattina mi sono messo in fila alla cassa del bar aziendale. Saremo stati in tutto una ventina. A mano a mano che avanzavo mi voltavo indietro: per curiosità e per paura.ri-pubblico qui un post che (ahimè) già pubblicato sul mio blog (http://cletus1.clarence.com) è di un'avvilente attualità (per il fatto che le code non sono sparite...e che a breve si terranno le elezioni comunali).

A te che nella stessa ora che io sto pagando per le tue non scelte starai comodamente seduto in poltrona, con la testa della tua segretaria particolare adagiata sulle tue ginocchia.
A te che, se cosi non fosse, starai al tuo solito in un ristorante, dove sia ben chiaro pagherai un cazzo, ospite da ingrassare quale sei, del palazzinaro di turno, che te lo deve…
A te che dovro' aver visto chissà quante volte nel corso di questi anni, di volta in volta alle conferenze di turno, adeguatamente ripreso dalle tivu locali e non.
A te che a scuola non dovevi esser stato un drago, ignorante come sembri di elementari regole di idraulica(*).
A te che se proprio devi usare la macchina ce l'avrai con l'autista e con il beneficio di percorrere, a sirene spiegate, la corsia d'emergenza…incurante del "risultato" del tuo lavoro.
A te che pretenderesti venir ri-eletto, mica per altro ma perché magari cosi il mutuo per la seconda o terza casa te lo paghiamo noi contribuenti con uno stipendio che, in momenti di auto esaltazione dovrai pur considerare inadeguato alle tue (supposte) virtù-capacità.
A te che regali nella vita di ciascuno di noi attimi cosi importanti e necessari per chiedersi, introspettivamente, chi cazzo siamo, cosa facciamo, e soprattutto dove cazzo stiamo andando, incolonnati su arterie da strapaese, inadeguate a contenere l'utenza di interi quartieri che tu, dall'alto della tua carica di assessore all'urbanistica hai felicemente concesso di edificare senza curarti minimamente del come cazzo faccia poi la gente che vi andra' ad abitare (e quella che già vi abita) a muoversi se non gli adegui le arterie stradali, se non li doti di infrastrutture adeguate (e non una ferrovia progettata con un lampo di genio da qualche urbanista un po piu' ferrato in materia che all'epoca del fascimo ebbe il guizzo…).
A te che vorrei vedere, francamente, dopo aver riavuto indietro tutti gli stipendi che tu e i tuoi colleghi avete percepito indegnamente (alla luce della qualita' del vostro lavoro fin qui), fermo ad un qualsiasi semaforo a respirare l'aria benefica dei gas di scarico, spazzola lavavetri in una mano e l'altra a palmo teso nel chiaro, inequivocabile, gesto di chiedere aiuto per sostenere il tuo non piu' agiato tenore di vita, sulle nostre spalle.
Ecco, a te, chiunque tu sia stato, devo la grazia dello spreco di innumerevoli ore della mia giornata, fermo incolonnato come un coglione in prima e seconda per chilometri, legato all'intelligenza del vigile urbano di turno che ti fa defluire, nonostante il rosso di un semaforo cosi bizzarro, nel fiume di lamiera gommata, che sembra anacronistico e fuori luogo quanto una bandiera americana piazzata sul suolo della luna.
Mi guardo allo specchio…è tardi. Non ho una bella cera. La riunione comincia fra poco e cazzo devo smetterla di bere cosi ogni sera..spero che la campagna finisca presto e ste benedette elezioni archiviate….
Toc Toc…Assessore…la riunione comincia…si sbrighi !
* la regola di idraulica recita: se all'incremento della portata non si adegua la sezione di un tubo, il tempo che ci metterà un liquido a defluire attraverso aumentera' in modo esponenziale.
Stamattina ho trovato i volontari dell’ORVAS davanti al portone di casa. Hanno cominciato a mettere in fila i passeggeri della metropolitana direttamente all’uscita dei palazzi. Sono più del solito. Le loro divise nere lucide brillano sotto i lampioni. La nebbia e la pioggia sottile sbavava dentro i loro colletti, scivolando spessa dal berretto da patrolman americano largo e pieno di punte, come una stella caduta e spiaccicata a terra dopo aver perso la sua cometa.La cosa, più o meno è andata cosi.
C'era questa grande macchina piazzata di traverso sulla carreggiata.
Dentro due tipi di una certa, messi mica tanto bene.
Ridevano.
Come matti.
Davano manate sul cruscotto a palmi aperti e sbam giù forte che si sentiva da fuori anche se avevano i finestrini tirati su.
Uno aveva una camicia a scacchi.Una di quelle flanellone, a dominanza di colori blù. L'altro aveva una giacca a vento rossoferrari di quelle che ti regalano se fai il pieno di benzina da qualche parte.
Fuori la temperatura sarà stata vicina allo zero. Freddo.
E insomma, sta scena assurda con questi due, di traverso, sul raccordo, nella vita, incuranti della ragnatela impazzita che tutti contribuiscono, più o meno consapevolmente, a tessere ancora.
La gente, dopo buoni venti minuti è scesa quasi tutta.
Il raccordo bloccato, e sti due, serafici, a ridere di santa ragione, come stessero su Urano.
Le frasi delle persone intorno, da incorniciare.
Cazzo c'avranno da ridere ? Faccio tardi, cazzo !
Senta, potrebbe spostarsi ?
State occupando un'arteria di pubblica utilità !
Avete chiamato il 113, la municipale, i carabinieri ?
Sono un carabiniere in pensione, toc toc picchiettando sui finestrini cercava di dissuaderli dal continuare a ridere cosi.
Che è successo ?
Possibile che pe sti du stronzi dovemo sta le ore cosi ?
Mo, n'grano la prima e me li incollo fino a Porta Furba, ha detto un omone sceso da un TIR carico di maiali.
Questi niente. Continuavano come se la cosa non li riguardasse.
Alla fine ha cominciato a piovere. Qualcuno piangeva, qualcun altro tentava di spostare la macchina. Altri ancora, incollati ai telefonini informavano della cosa l'umanità tutta.
Dopo un po che pioveva, l'uomo al volante ha abbassato il finestrino, scaraventato una bottiglia di birra, vuota, contro lo spartitraffico in cemento, messo in moto, ingranato la prima che nemmeno le trombe del giudizio, e rilasciando una nube di gas scuri come il peccato, semplicemente, se n'è andato.