lunedì, 16 gennaio 2006
Da quando mi sono dedicato alla causa cerco di passare molto più tempo in metropolitana. Oltre ai viaggi di andata e ritorno per andare a lavoro, e ritornare a casa, ci vengo anche il sabato e la domenica, specialmente il sabato, un giorno che i controllori adorano per andare a caccia.
Mi ci trattengo un po’ di più, girando, osservando, studiando percorsi alternativi.
Oggi ho chiesto un permesso all’ufficio perché l’ansia non mi permetteva di rimanere concentrato sul lavoro. Cosa starà succedendo in questo momento? Dove colpiranno questa volta? Allora sono uscito e ho cominciato a girare per stazioni. Termini? Castro Pretorio? In periferia? Difficile. Le stazioni dove si concentrano i controlli non sono più di cinque o sei.

Di solito comincia con un rigonfiamento. Come un embolo, un nodo nella fila che si gonfia. L’onda della fila si ingrossa, non trovando sbocchi. Allora occorre intervenire. Senza perdere un istante bisogna cominciare a dare l’allarme, a bassa voce ma con decisione, facendo attenzione alle telecamere a circuito chiuso. Tutto deve apparire naturale, fluido, consequenziale.
A quel punto la cosa migliore è tornare sui propri passi, che resta la soluzione più facile, risalire sul treno e addio; se sei troppo lontano dalla banchina conviene dirigersi verso un corridoio contromano, se è possibile, ma occorre essere sicuri di non aggirare la linea del fuoco: prenderli alle spalle non è sempre una buona idea. Anzi, è inutile, se si accorgono, il biglietto te lo chiedono lo stesso. O entrare in certe porte da dove, se si è un po’ pratici, si può arrivare ai bagni del personale. Sconsiglio: io l’ho provato, ma io sono un’eccezione, il fattore di rischio è eccessivo. Tornare indietro è comunque l’idea migliore, date retta. Risalire sul primo treno, se si teme di essere stati notati e scendere alla prima fermata, poi farsela a piedi: non esiste stazione tanto lontana dalla precedente da preferire pagare 200 euro di multa piuttosto che farsi dieci minuti a piedi.
Per  far questo occorre una organizzazione efficiente.
All’inizio ero da solo, poi siamo cresciuti, ora non so quanti potremmo essere, un centinaio, forse di più. Quelli fissi, sicuri, allenati. Io non li conosco, nessuno conosce nessuno.
Da quando l’Organizzazione ha raggiunto le sue massime dimensioni (e, ripeto, nessuno può dire con precisione quali siano) il numero delle multe è notevolmente diminuito.

Negli ultimi tempi sembra proprio che i controllori abbiano mangiato la foglia. Stanno dappertutto, quando arrivavano cercano di fare i furbi. Come vedono un movimento anomalo si spostano in gruppi di tre, quattro, alzano la voce, fanno di tutto per intimorire i più deboli.
Da qualche giorno poi mi sembra che siano stati affiancati dagli anziani volontari dell’ORVAS (che sta per Organizzazione Romana Volontari per l’Assistenza e la Sicurezza), guardie giurate in pensione, cittadini con il prurito nelle mani, che senza nemmeno un rimborso spese stanno giù nelle gallerie, sulle scale mobili, sulle banchine “a fare pulizia”, è così che si esprimono. Gente in gamba, a quanto sembra.

[ Continua.... ]
postato da: bsq alle ore 15:57 | Permalink | commenti
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categoria:code metropolitane