Pap Khouma è nato in Senegal 47 anni fa, da 22 anni è residente a Milano e da
Pap Khouma, qualche giorno fa (si veda articolo del Corriere della Sera, giovedì 25 maggio, Cronaca di Milano, pag. 6) era a bordo del tram n. 29 quando due controllori gli hanno chiesto il biglietto. Pap Khouma ha risposto che ha l’abbonamento e lo ha mostrato ai due controllori. Ma i due controllori dell’Atm continuano a chiedergli il biglietto. Poi il tram si ferma in piazza della Repubblica, Pap Khouma scende. Intanto arriva un altro tram, ne scendono altri due controllori che si uniscono ai primi e gli chiedono un’altra volta il blìiglietto. Pap Khouma continua a dire di avere l’abbonamento e a mostrarlo, i quattro continuano a chiedergli il biglietto.
A un certo punto uno degli illuminati controllori che lo circondano dice, “Ehi tu, guarda che qua non sei a casa tua. Qua tu devi fare quello che ti diciamo noi, intesi?”, e lui risponde, “Non sono a casa vostra: sono sul marciapiede”. Un controllore gli risponde “Tu devi andare a casa tua. Vai via. Tornatene da dove sei venuto. Vai a casa. Vai via tu e tua sorella”. Pap Khouma reagisce: “Vai a casa tu. E se io ci vado con mia sorella tu ci vai con tua mamma”, dice.
Dal gruppo di controllori dell’Atm parte un pugno, Pap Khouma per difendersi ne tira uno, non sa bene se sia arrivato a segno (io spero di sì), e i quattro controllori gli sono addosso, lui steso per terra, a tirargli calci sulle spalle e sulla testa. Finiscono tutti a terra tra le botte. Poi Pap Khouma vede due agenti della Polizia, qualcuno li ha chiamati, chiedono le generalità ai controllori e a Pap Khouma, che viene portato al Pronto Soccorso.
Quando dico Dai la possibilità a un uomo di essere peggiore, lui lo sarà, credo di non sbagliare. Fare il controllore è un’ottima occasione.




